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Bolzano città mitteleuropea, multietnica e universitaria, all'avanguardia in molti campi. Crocevia turistico. Da una città del genere, dove convivono diverse culture, ci si aspetterebbe una vita notturna frizzante e creativa... come accade altrove, in tutta Europa.
E invece no.
Gli esercizi pubblici ci sono, sparsi per la città, ma sono pochissimi quelli che cercano di innovare, rinnovarsi e di dare spazio a nuove idee (per contarli, abbondano le dita di una mano). Molti, moltissimi, sono fermi ad una concezione obsolescente di intrattenimento, forse anche a causa di sforzi e investimenti non andati a buon fine in passato. Alcuni non sono compatibili con un certo tipo di iniziative a causa degli spazi a loro disposizione, delle licenze, della posizione. Altri ancora, che in passato offrivano un "prodotto" originale, vario e più o meno in linea con quello che si trova girando l'Europa, sono stati costretti a chiudere per le lamentele di pochi o per qualche cavillo burocratico.
Infine, ci sono coloro che tutt'ora si danno da fare, ma che spesso devono affrontare enormi difficoltà organizzative ed economiche, poichè ad esempio i permessi vengono rilasciati con pochissimo anticipo (risulta quindi impossibile organizzare eventi con artisti di un certo livello) oppure devono combattere con la resistenza dell'amministrazione pubblica (che si manifesta ahimé anche con sanzioni "intimidatorie" che obbligano a rinunciare alle proprie iniziative tutti coloro che non hanno la forza economica ed il tempo per fare ricorso e proseguire)
Cosa rimane? Poco, pochissimo. A Bolzano, rari casi a parte, l'offerta di intrattenimento notturno di una certà qualità è povera. Fortunatamente, esistono realtà alternative, gruppi di artisti, deejays o "semplici" amanti della cultura e della musica che si danno da fare per colmare queste lacune ideando ed organizzando eventi "una tantum". Ma anch'essi incorrono nelle stesse difficoltà dei gestori dei locali:
- assenza di spazi - anche qualora gli spazi vengano trovati (pubblici o privati che siano), poca disponibilità ed una certa resistenza da parte degli organi preposti - mancanza di regole ben definite - poca chiarezza su quali siano i presupposti minimi per organizzare degli eventi - nei casi in cui venga concesso un permesso, gli orari imposti sono spesso incompatibili con la necessità di un rientro economico necessario a coprire le spese, rendendo di fatto inutilizzabile il permesso stesso - spesso su alcune questioni si tende a generalizzare eccessivamente (come ad esempio avvenuto per i "pub fracassoni" di Piazza Erbe), giustificando così regole ancor più restrittive (musica spenta alle 23, bicchieri di vetro a non più di una certa distanza dai locali, etc.) che penalizzano anche chi le regole le ha sempre rispettate (o quantomeno ci ha provato).
Forse con più chiarezza e disponibilità da una parte e rispetto delle regole (che però devono essere logiche ed esplicitate) dall'altra, avremmo una città più interessante, attraente e creativa e meno "fracassona"...
Scritto da: Luca Softee
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