| Bolzano |
| Freitag, den 05. November 2010 um 11:45 Uhr |
![]() Il problema principale, per quanto riguarda la mia esperienza da organizzatore di eventi, non va ricercato nella carenza di spazi. Gli spazi ci sono, possono sicuramente essere migliorati in termini di acustica, ma non mi pare siano la lacuna primaria della città. Molto più grave è la situazione riguardante licenze e orari. A Bolzano la musica live dopo le 23.00 è un sogno, e ciò è molto sciocco. Gli artisti internazionali che arrivano a suonare qui dicono che gli tocca salire sul palco all'ora in cui nel resto del mondo della musica si mangia per prepararsi allo show. Ovviamente il problema si fa sentire meno durante la settimana, ma nei weekend è brutale.
BZ non è New York, certo. Ma nemmeno lo sono
Faenza, Cesena, Modena, Treviso, Pordenone, Ancona, Pescara, Frosinone e posso andare avanti per mille posti solo in Italia, basta leggere un qualsiasi calendario concerti. O Innsbruck, per andare vicino in termini geografici, sociali e urbanistici. Nei concerti da me organizzati ma anche quando organizza qualche collega/amico c'è un'estrema attenzione all'educazione. Il cretino che dovesse spaccare una bottiglia (ammesso e non concesso che la bottiglia ci sia, vige la plastica di norma) verrebbe aspramente rimproverato. Peraltro il cretino di norma frequenta più i bar, di cui la città pullula in esubero, che gli eventi dove c'è un biglietto d'ingresso. Probabilmente il problema degli spazi ha creato una coscienza comune, tutti sanno che si è sempre 'a rischio' e l'età del pubblico non è prettamente adolescenziale. Che poi la mamma dei cretini sia sempre incinta, antica saggezza popolare italiana, è una verità insindacabile, ma ciò vale sia per chi si trovi a frequentare un qualsiasi evento sia per chi si trovi a tendere l'orecchio alla finestra per captare il minimo suono e sentirsi giustificato alla lamentela.
Vanja Zappetti
PhD in Modern and Contemporary History |
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Kommentare
true that! schöne verkehrte welt.
Ci vogliono locali destinati alla fruizione della musica, elemento d'aggregazione culturale per eccellenza nell'ultimo cinquantennio.
In una zona come la nostra, poi, dove il problema dell'aggregazione è ancora più sentito a causa della situazione di confine linguistico, l'implementazione di situazioni aggreganti non solo non dovrebbe essere ostacolata, ma dovrebbe essere assolutamente caldeggiata dalle istituzioni.
Una mia proposta, già conosciuta in alcuni ambienti, è quella di fornire licenza perdurante ad alcuni dei locali che si possano prestare ad ospitare gli eventi.
Gli orari siano adeguati alla media europea, non si pretende nulla di più che la normalità.
Il problema c'è, è sentito, e bene fa Nachtleben a fornire visibilità alla situazione.
Gli spazi ci sono, e alcuni sono molto belli, il problema è ottenere le liberatorie per poterli utilizzare e licenze tali da potersi permettere di organizzare eventi di un certo livello e di poter almeno rientrare delle... spese.
Altro problema: come si fa ad organizzare eventi di un certo spessore musical/culturale con ospiti internazionali, il cui caché non è prettamente trascurabile e la cui prenotazione deve essere fatta mesi e mesi prima, se:
- non c'è alcun tipo di garanzia che una licenza venga mantenuta, soprattutto per quanto riguarda orari di chiusura e condizioni
- i tempi per ottenerle sono lunghi, troppo lunghi
- la risposta viene data spesso troppo tardi per poter "prenotare" l'artista per cui si è effettuata la richiesta stessa
non si può organizzare una stagione di eventi e poi a metà stagione sentirsi dire che bisogna chiudere un'ora prima... il mancato guadagno è probabilmente tale da causare l'annullamento di alcune date con quello che ne consegue: penali, perdita di credibilità nei confronti dei tour bookers, perdita d'immagine e di "clientela", etc...
ma questo tu lo sai fin troppo bene
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